Durante
l’amministrazione Rosa Casati, l’allora assessore De Stasio aveva bandito lo
spettacolo pirotecnico dalla festa patronale cassanese. Non conosco il motivo
della sua decisione, di certo non quella economica poiché quell’amministrazione
“navigava nell’oro” tanto che acquisirono l’area “ex auditorium” per circa
800.000 euro (area tutt'ora inutilizzata) e altrettanti ne servirono per l’Isola Borromeo.
Con l’arrivo
dell’amministrazione Sala e la nomina del sottoscritto ad assessore alla
cultura, i fuochi d’artificio tornarono a coronare la festa di Cassano d’Adda.
Anche allora
c’erano i noti problemi derivanti dal patto di stabilità, ma con l’aiuto di
tanti sponsor è stato possibile allestire ottime feste, sempre concluse con i
tradizionali fuochi, e per di più ogni anno più belli ed apprezzati dai
cassanesi.
Oggi, con
l’attuale amministrazione vediamo una festa patronale che non esito a definire
“moscia” , senza eventi di rilievo e per di più senza lo spettacolo pirotecnico
conclusivo.
Evidentemente
alle giunte di centro-sinistra non piacciono i fuochi d’artificio.
Fin qui
nulla di male, è una scelta condivisibile o meno, ma una scelta.
Ma perché nascondersi dietro un dito? perché giustificarsi adducendo la solita e noiosa scusa della mancanza di soldi? (nelle casse comunali giacciono circa 15.000.000 di euro).
Ma perché nascondersi dietro un dito? perché giustificarsi adducendo la solita e noiosa scusa della mancanza di soldi? (nelle casse comunali giacciono circa 15.000.000 di euro).
Perché
davanti alle osservazioni fattegli e usare gli sponsor, l’assessore Colombo nel
suo blog si giustifica con la scelta di aver utilizzato la sponsorizzazione
Novalca per gli “Ecoismi”?
Vorrei
ricordare all’assessore che la Novalca ha sempre contribuito, e per questo
rinnovo i ringraziamenti per la sensibilità e attaccamento alla città di
Cassano che hanno sempre dimostrato, allo
spettacolo clou della festa, come Cacioppo, “l’assessore” Cangini, Giacobazzi
ecc. con una spesa ben superiore a quella dei fuochi, e che di sponsor c’è
anche l’A2A, che versa ogni anno all’amministrazione comunale circa 30.000 euro
(da destinare esclusivamente a manifestazioni culturali/sportive), ma ancora
tanti altri.
Il vero
problema e che per trovarli bisogna cercarli, coltivarli e magari sbattersi un
po’, e non pensare solo di fare una
perenne campagna elettorale, facendo banchetti di ogni sorta per raccolte firme
varie e poi nascondersi dietro le oramai fastidiose frasette ”non ci sono
soldi” oppure “c’è il Patto di Stabilità”, invece che impegnarsi e fare sul
serio l’assessore.
Giovanni
Albano (ex Assessore Cultura)
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