sabato 20 ottobre 2012

A CASSANO UNA FESTA “MOSCIA” E SENZA FUOCHI D’ARTIFICIO




Durante l’amministrazione Rosa Casati, l’allora assessore De Stasio aveva bandito lo spettacolo pirotecnico dalla festa patronale cassanese. Non conosco il motivo della sua decisione, di certo non quella economica poiché quell’amministrazione “navigava nell’oro” tanto che acquisirono l’area “ex auditorium” per circa 800.000 euro (area tutt'ora inutilizzata) e altrettanti ne servirono per l’Isola Borromeo.
Con l’arrivo dell’amministrazione Sala e la nomina del sottoscritto ad assessore alla cultura, i fuochi d’artificio tornarono a coronare la festa di Cassano d’Adda.
Anche allora c’erano i noti problemi derivanti dal patto di stabilità, ma con l’aiuto di tanti sponsor è stato possibile allestire ottime feste, sempre concluse con i tradizionali fuochi, e per di più ogni anno più belli ed apprezzati dai cassanesi.
Oggi, con l’attuale amministrazione vediamo una festa patronale che non esito a definire “moscia” , senza eventi di rilievo e per di più senza lo spettacolo pirotecnico conclusivo.
Evidentemente alle giunte di centro-sinistra non piacciono i fuochi d’artificio.
Fin qui nulla di male, è una scelta condivisibile o meno, ma una scelta.
Ma perché nascondersi dietro un dito? perché giustificarsi adducendo la solita e noiosa scusa della mancanza di soldi? (nelle casse comunali giacciono circa 15.000.000 di euro).
Perché davanti alle osservazioni fattegli e usare gli sponsor, l’assessore Colombo nel suo blog si giustifica con la scelta di aver utilizzato la sponsorizzazione Novalca per gli “Ecoismi”?
Vorrei ricordare all’assessore che la Novalca ha sempre contribuito, e per questo rinnovo i ringraziamenti per la sensibilità e attaccamento alla città di Cassano  che hanno sempre dimostrato, allo spettacolo clou della festa, come Cacioppo, “l’assessore” Cangini, Giacobazzi ecc. con una spesa ben superiore a quella dei fuochi, e che di sponsor c’è anche l’A2A, che versa ogni anno all’amministrazione comunale circa 30.000 euro (da destinare esclusivamente a manifestazioni culturali/sportive), ma ancora tanti altri.
Il vero problema e che per trovarli bisogna cercarli, coltivarli e magari sbattersi un po’, e non pensare solo di fare  una perenne campagna elettorale, facendo banchetti di ogni sorta per raccolte firme varie e poi nascondersi dietro le oramai fastidiose frasette ”non ci sono soldi” oppure “c’è il Patto di Stabilità”, invece che impegnarsi e fare sul serio l’assessore.
Giovanni Albano (ex Assessore Cultura)

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